Digital Competitive Map January 2016

I brand di moda hanno adottato pienamente la digitalizzazione

11 agosto 2016
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Digital Competitive Map – The Race is Speeding Up” è stato pubblicato questo gennaio da Contactlab, e mostra dei miglioramenti considerevoli nelle prestazioni mondiali nel secondo semestre 2015 da parte di più dei due terzi dei brand analizzati.

In questa edizione l’analisi è stata arricchita di due elementi, ovvero la verifica della possibilità di ordinare un prodotto online nei negozi di New York e il test dei servizi di consigli personalizzati offerti tramite messaggi online, telefono o e-mail. Sono stati utilizzati 85 parametri qualitativi e quantitativi, 17 criteri e 7 categorie per posizionare i brand sui due famosi assi che costituiscono la Digital Competitive Map: Capacità strategica e Competenza nell’esperienza digitale dei clienti. Tutte le variazioni nei dati riportati sono connesse all’analisi precedente, intitolata “Citius, Altius, Fortius”, pubblicata nel luglio 2015.

Digital Competitive Map January 2016

Digital Competitive Map January 2016



Sono stati utilizzati 85 parametri qualitativi e quantitativi, 17 criteri e 7 categorie per posizionare i brand sui due famosi assi che costituiscono la Digital Competitive Map: Capacità strategica e Competenza nell’esperienza digitale dei clienti. Tutte le variazioni nei dati riportati sono connesse all’analisi precedente, intitolata “Citius, Altius, Fortius”, pubblicata nel luglio 2015.

Lo studio ha dimostrato che il settore della moda e del lusso ha adottato pienamente la digitalizzazione. L’incremento di servizi multicanale e personalizzati, in particolare, dimostra che, dal punto di vista organizzativo, molti brand hanno superato la frattura storica tra canali e-commerce e negozi fisici.

Numerose marche, tra cui Burberry, Louis Vuitton, Dior, Tod’s, Valentino e Prada, hanno introdotto dei servizi di shopping personalizzati, ad esempio personal shopper a disposizione via messaggi, telefono o e-mail, come assistenti vendite che creano relazioni personali con i clienti via e-mail (clienteling), la possibilità di fissare un appuntamento in un negozio e l’offerta di servizi “su misura” per vestiti sartoriali.

È stata mappata anche la presenza di app; circa due terzi dei brand analizzati le offre ai propri clienti. La maggior parte dei brand scelgono di svilupparle per iOS, la versione per Android è al secondo posto, mentre pochi offrono la versione per Windows Phone.

La Cina è il mercato principale e fulcro dell’attenzione di tutte le marche, quando si tratta di strategie digitali per difendere il mercato online (siti web, e-mail, e-commerce), nonostante il 50% dei brand non sia sul mercato online cinese (Louis Vuitton, Gucci, Hermès e Prada, ad esempio). Non prestare abbastanza attenzione ai mercati emergenti, però, risulta nella perdita di opportunità in paesi considerati molto promettenti, quali Corea, Emirati Arabi Uniti, Russia, Brasile e il gigante India, un paese in cui la richiesta di oggetti di lusso sta rapidamente crescendo.

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11 agosto 2016
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Autore Editorial Staff

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