Digital Competitive Map 2018: i brand italiani conquistano la leadership mondiale

29/05/2018

L’innovazione digitale nel lusso parla sempre più italiano: è Gucci il brand che a livello internazionale conquista la leadership digitale della Digital Competitive Map 2018, raggiungendo Burberry; seguono Valentino, Louis Vuitton, Fendi e Cartier. I brand italiani del lusso coronano così una lunga marcia verso la digitalizzazione per offrire un’esperienza cliente sempre più personalizzata e per recuperare così competitività a livello mondiale. Mentre lo scorso anno solo Gucci e Fendi si attestavano nel novero dei brand che si distinguono per una strategia di innovazione digitale più efficace, nel 2018 altri 4 brand italiani hanno raggiunto le posizioni di vertice nelle Top10: Zegna, Bulgari, Bottega Veneta, Valentino.

 

Questi i risultati della VI edizione della Digital Competitive Map 2018, la ricerca realizzata da Contactlab ed Exane BNP Paribas, il ramo del gruppo bancario francese dedicato agli investimenti finanziari, che misura il livello di cross-canalità e di digitalizzazione dell’offerta di 34 marchi di moda e lusso internazionali.

 

La Digital Competitive Map ha tenuto conto di 19 criteri e analizzato 178 parametri sugli assi dello “Strategic Reach” e della “Customer Experience“. Analizzando l’asse delle ordinate, dedicato alla “Digital Strategic Reach”, Burberry mantiene la sua posizione di leadership. Gucci quasi lo raggiunge anche grazie all’apertura in Cina e all’ampliamento dell’offerta online anche in categorie di prodotto non core come gli accessori casa, mentre Dolce&Gabbana si attesta al terzo posto grazie a un efficace sviluppo della strategia social a livello globale, in particolare su Instagram e perfino sul russo VK.

Digital Competitive Map

Per quanto concerne l’asse delle ascisse, Gucci e Louis Vuitton guidano la classifica dei brand che offrono la migliore “Digital Customer Experience”, mentre Burberry e Cartier si posizionano al secondo e terzo posto.

 

A livello generale, tenendo conto di entrambi i criteri, dal grafico è possibile notare come i brand italiani ricoprano le posizioni più alte della classifica rispetto alla Digital Competitive Map 2017: Gucci è passato dalla terza alla prima posizione, Valentino dalla 14a alla 3a, Ermenegildo Zegna dalla 14a alla 7a, Bottega Veneta dalla 21a alla 9a e Bulgari dalla 24a alla 10a.
La posizione delle francesi Céline e Givenchy è invece influenzata dal non essere ancora presenti con una piattaforma di e-commerce negli Stati Uniti.

 

Passi da gigante anche per Prada che si è finalmente convertita al digitale, superando a livello generale Hermès, Dior e Chanel e soprattutto guidando la categoria degli importantissimi servizi cross-channel.
Oltre Prada, anche Zegna e Valentino, grazie a YNAP, si distinguono nei servizi Cross-Channel, offrendo non solo di verificare la disponibilità in negozio, il ritiro in store e la prenotazione tramite appuntamento, ma anche l’interessante e ben più complesso servizio “Reserve & Try In Store”, ovvero la possibilità di prenotare un articolo e provarlo in negozio”.

 

“Il passaggio all’omnicanalità, vale a dire la capacità di un brand di tenere il contatto col cliente nei suoi diversi percorsi e mezzi con cui si interfaccia con esso, è sicuramente uno degli aspetti su cui hanno maggiormente lavorato i brand che hanno fatto più passi in avanti nella classifica globale, mostrando uno sforzo logistico non indifferente” – dichiara Marco Pozzi, Senior Advisor di Contactlab. “Tuttavia l’approccio omnicanale deve coinvolgere tutti i livelli del business, ponendosi come modalità operativa anche nella relazione con il cliente attraverso le strategie di marketing sino ad un livello individuale. Risultano infatti sempre più indissolubili dai piani di business le logiche di acquisizione e di fidelizzazione del consumatore attraverso i mezzi digitali, insieme alla capacità di un brand di intercettare e interpretare i mutevoli e non-lineari comportamenti del consumatore. Il segreto per far funzionare questa dinamica è la capacità di un’azienda di estrarre valore dai dati per creare un rapporto di fiducia con il consumatore e rendere fluido e sempre pertinente il suo rapporto con il brand”.

 

La ricerca è disponibile sottoscrivendo un abbonamento a tutte le analisi di Contactlab dedicate al mondo Fashion & Luxury: maggiori info su http://bit.ly/contactlab-membership-fashion

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